Mindfulness Based Stress Reduction

Partecipare a un protocollo MBSR è un percorso di crescita ed esplorazione,  è darsi del tempo di pratica in gruppo e di pratica individuale, è la reale possibilità di sciolgliere quei blocchi, quelle paure, quei nodi che ci portiamo dietro nella vita.

Il più delle volte, nelle nostre giornate, noi non siamo nel momento presente: siamo completamente assorbiti in altre cose, altri pensieri, progetti, pianificazioni, oppure preoccupazioni, fretta, disattenzione, giudizi e valutazioni su noi stessi o sugli altri o su come dovrebbero essere le cose secondo noi.

Tutto questo ci porta in uno stato mentale che è l’antitesi della strada per il nostro benessere, ma in un certo senso non riusciamo o meglio, non sappiamo come tirarcene fuori, perché sono abitudini molto forti, radicate, che hanno messo profonde radici in noi ma che, allenandoci, possiamo pian piano conoscere ed estirpare.

Per capire quanto questo tocchi anche noi, nel nostro piccolo, possiamo provare a pensare a quei momenti in cui magari guidiamo nel traffico oppure discutiamo con qualcuno o ancora continuiamo incessantemente a ripensare a qualcosa pure perdendoci il sonno o se ci rifugiamo in qualche comportamento nocivo.

Ecco, tutti questi esempi sono legati a quello che Kabat-Zinn, il creatore del protocollo MBSR, ha definito “pilota automatico”: cioè quando il nostro comportamento viene dettato non da noi stessi e da quello che realmente vorremmo (nessuno vuole litigare furiosamente o provare ansia) ma da un automatismo, da un qualche meccanismo interiore che a volte non sappiamo neanche bene da dove nasca, ma si innesca (causato forse anche esternamente da qualcosa, una parola sgarbata, un automobilista che ci taglia la strada, la perdita di qualcosa a cui tenevamo) e quando si innesca, noi perdiamo il timone della nostra barca…perdiamo il controllo…perdiamo la serenità…diciamo e facciamo cose che non avremmo voluto.

Con le pratiche che apprendiamo in ogni incontro del protocollo, noi portiamo la nostra attenzione, la nostra consapevolezza, sulle sensazioni fisiche, sul respiro, sui suoni, sui pensieri, su qualunque sia il nostro oggetto iniziale di consapevolezza…e osserviamo.

Osserviamo come cambia, di momento in momento, anche se spesso ci sembra che le cose non cambino mai.

Quando stiamo male, ci sembra di stare sempre male, da tanto tempo, e quando stiamo bene, magari pensiamo già a quando questo benessere se ne andrà. La realtà è in continuo mutamento, ma se ci attacchiamo a un’idea fissa di questa realtà, che ci siamo costruiti nella nostra mente, non appena la realtà cambia, ecco che soffriamo, ci sentiamo traditi, soli, ingannati, ecc…

Allenandoci, con la pratica e l’ascolto paziente e gentile, potremo ritrovarci con una maggiore fiducia in noi stessi, negli altri, nelle nostre capacità, con una maggiore capacità di concentrazione e attenzione a un miglior rendimento nel lavoro o nello studio.

Inizieremo a provare più emozioni positive, quelle negative saranno ridotte e meno pesanti, saremo in grado di monitorare con leggerezza i nostri pensieri, operando un’azione di decentramento da essi che quindi così non ci risucchiano più, le nostre relazioni con gli altri potranno migliorare, ma non tanto per il fatto che siano gli altri a cambiare (cosa difficile che avvenga) quanto piuttosto dal fatto che siamo noi a
cambiare il modo in cui ci mettiamo in relazione con le persone o gli eventi.